Le erbe di san Giovanni e l'Uro

In questa settimana di San Giovanni ci avviciniamo al mondo delle erbe, le famose piante di San Giovanni, legate a tante storie e tradizioni che mescolano pensiero magico osservazione dei cicli della natura, alla meraviglia per le grandi creature selvagge ed estinte, al nostro desiderio di trovare ordine nella natura.

Il mercato delle piante

Molte delle piante che utilizziamo nei nostri giardini, sono piante di allevamento.

Piante addomesticate, proprio come succede per gli animali.

Qual è la forma di una gallina in natura? Ti invito, se non hai già avuto questo piacere, a fare qualche ricerca, così come sul maiale, sulle vacche. Hai mai sentito parlare di “uro”?

Ecco quello è il nome della vacca selvatica, quello che noi chiamiamo adesso mucca, ma in natura, prima di migliaia di incroci: una creatura gigantesca, spaventosa, talmente legata all’idea della nostra subordinazione alle forze della natura, che ancora nel Seicento è stata oggetto di caccia, infatti estinta (avvenne in Polonia, e l’obiettivo di quella caccia all’ultimo esemplare di uro, era ottenimento di un corno da usare come coppa per bere).

Un po’ come il Labrador e il lupo grigio. Hai mai visto quanto sono diverse le dentature dei due animali? Hai visto quanto i denti di un lupo sono affilati e lunghi rispetto a quelli di un cane lupo?

In un certo senso possiamo dire lo stesso delle piante: il nostro mercato vegetale, ornamentale è soggetto alle leggi che governano tutti mercati. Proprio come cerchiamo carote a forma di carota e pere a forma di pera, cerchiamo piante a forma di pianta, non certo di erbaccia. Ecco che i vivai vendono solo un certo tipo di varietà, frutto di incroci, di ricerca di una certa forma e di certe caratteristiche.


Struttura e tradizione

Esiste una tradizione nella costruzione di un giardino ed esiste una tradizione nel modo di intendere la “struttura”. Quando si realizza, progetta un giardino si deve pensare in un certo grado a far sì che sia un giardino e non un qualcos’altro, siamo abituati a far mostrare la mano, la mente che ha portato quel pezzo di terra diventare un piccolo paradiso. Ecco che ci sono cespugli rotondi in mezzo piante erbacee. Ecco che abbiamo artemisia estremamente ordinate, quasi piumose. Artemisia “Powys castle” mi piace come esempio per due motivi: Powys castle È l’unico castello gallese che io abbia mai visitato e l’artemisia è una pianta selvaggia, incredibilmente selvaggia. Così selvaggia che ti dà proprio l’idea che ci viva dentro Artemide. Lancia rami da tutte le parti, colori strani foglie gialle grigie pezzi di rami scoperti. Indomabile.

Ma questo vale anche per la malva. Se adesso esci di casa cerchi un prato e trovi della malva, non i malvoni enormi e alti, quella che fa piccoli cespugli di foglie per terra, vedrai che è molto disordinata che non è facile da mescolare con altre piante, perché in natura le piante lottano tra loro, occupano spazio, devono sopravvivere.


Umiltà e splendore

Il motivo per cui ho pensato a queste cose è dovuto alla festività di San Giovanni appena passata.

Il giorno 24 giugno abbiamo fatto una diretta su Twitch, approfondendo la storia dell’iperico perforato, la famosa erba di San Giovanni, legata a 1000 leggende e proprietà, usi medicinali, spirituali, superstiziosi. È una pianta che da noi si trova spesso sul bordo delle strade non tosate, con dei fiorellini gialli: sembrano un mazzo di fiori raccolto e portato dentro casa in un vaso, già pronto lì per te nella prateria.

Mi domandavoo: ma nessuno la coltiva in giardino, questa pianta? Perché non si trova in vendita? È una pianta perenne, non stagionale, non va ripiantata e so che ad esempio nel Regno Unito viene venduta per la coltivazione in giardino.

La risposta a mio avviso si può ricondurre al fatto che siamo drogati di piante incredibili e che fanno cose straordinarie, che crescono con forza e un certo grado di ordine.

Viviamo ancora la meraviglia della scoperta di nuove specie dai secoli passati, viviamo ancora la meraviglia delle piante che arrivavano dagli altri continenti, scoperte mozzafiato fino a pochi decenni fa. Portare il mondo dentro casa propria!

Forse il nostro compito di giardinieri è oggi quello di trovare un posto nel mondo a quelle cose che hanno un aspetto per noi comune e banale, formare un nuovo linguaggio in cui le umili piante native e le splendide forestiere abbiano armonia tra loro.

Senza disprezzo per una forma o un’altra di giardino, creare novità.


Francesco

L'Iperico di San Giovanni, la magia e la nascita della botanica